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Cestinaio a lavoro

Il sardo è una lingua neolatina. La maggior parte degli studiosi la suddivide in due grandi varietà dialettali: il logudorese (parlato nel centro-nord dell’isola) e il campidanese (parlato in una parte del centro e nel meridione dell’isola).
Il dialetto parlato a Riola, pur essendo nel campidano, ha due importanti e fondamentali caratteristiche in comune col logudorese: Queste sono: la conservazione dei suoni velari [k] e [g], anche davanti alle vocali palatali e la labializzazione. Se per quanto riguarda la fonetica, il dialetto di Riola ha delle importantissime caratteristiche che lo accomunano al logudorese, per quanto riguarda la morfologia, il nostro dialetto ha delle caratteristiche campidanesi. Del sostrato paleosardo ben poco è rimasto nel dialetto parlato. Della lingua dei Punici ci sono rimaste solo due parole: tzippiri (rosmarino) e mitza [mittsa] (sorgente). Il dominio spagnolo sull’isola è durato circa quattro secoli. Gli spagnoli (aragonesi) parlavano il catalano e quindi importarono questa lingua. Alcune delle parole spagnole e catalane si conservano ancora.

testo tratto dal libro "Brevi cenni sul dialetto di Riola (e di Baratili)" dell'autore Benedetto Sulas

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